Milano, omicidio razzista Ucciso un ventenne di colore

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Messaggio Da bonna21 il Dom Set 14, 2008 7:17 pm

Accuse alla Lega: clima xenofobo

Un ragazzo di 19 anni, originario del Burkina Faso ma con cittadinanza italiana è stato ucciso domenica mattina da un uomo di circa 45 anni ancora ricercato dalla polizia. L'episodio è avvenuto in via Zuretti, periferia nord di Milano. Il giovane era con alcuni amici e dopo aver passato la serata in alcuni locali si era avvicinato ad un furgoncino che vendeva panini. Il titolare e un dipendente di circa 25 anni hanno accusato i ragazzi di aver rubato alcuni alimenti dal banco. L'uomo ha così afferrato una spranga colpendo il 19enne al capo e insultandolo: «sporco negro». Dopo aver lasciato il ragazzo in una pozza di sangue sono fuggiti. Gli amici sono riusciti a prendere una parte della targa del mezzo a bordo del quale si sono allontanati gli aggressori. La vittima è stata trasportata dagli amici all'ospedale Fatebenefratelli, dove a nulla è valsa l'operazione alla testa.

Non sono ancora del tutto chiariti i contorni dell'episodio, al di là della sua brutalità. Ma sembra essere un'altra, spaventosa storia di razzismo alimentato dal clima di caccia al nero e all'extracomunitario che anche domenica, a Venezia, con il raduno leghista, ha trovato nuovi argomenti.

«È importante che si faccia piena luce sulla drammatica aggressione di Milano. La natura e i contorni dell'episodio sono estremamente preoccupanti e richiamano alla mente fatti di grave intolleranza», dice Marco Minniti, ministro dell'Interno nel governo ombra del Pd. «Per come è stato fino ad ora ricostruito quanto avvenuto a Milano - aggiunge Minniti sembra configurarsi come un odioso episodio di razzismo. Proprio per questo è necessario il massimo impegno per chiarire i fatti e colpire i responsabili».

«Non ci sono parole che possano esprimere l'indignazione e la rabbia per il feroce assassinio di un giovane di colore a Milano. E ogni coscienza civile deve ribellarsi a questo mostruoso episodio di razzismo», commenta a sua volta Piero Fassino, ministro degli Esteri del governo ombra del Pd. «Riflettano coloro che ogni giorno alimentano un'isterica fobia contro gli immigrati, e si rendano conto di quale tremenda responsabilità si assume chi rappresenta ogni immigrato come un pericolo e un nemico, creando così un clima di intolleranza e di odio in cui ogni orrore può accadere».

«La Lega la deve smettere, con le sue campagne xenofobe e razziste». Paolo Ferrero, segretario nazionale Prc, nota come «l'omicidio a sprangate di un ragazzo di colore, la cui unica colpa era evidentemente solo questa, visto che aveva anche la cittadinanza italiana, avvenuto oggi a Milano sia un fatto di una gravità inaudita, un inaccettabile e intollerabile atto di razzismo». «Fatti terribili come questi sono, temo, anche il frutto di un clima avvelenato costruito - ribadisce Ferrero - da forze politiche come la Lega, che additano gli immigrati a fonte di tutti i mali».


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Messaggio Da Covy il Dom Set 14, 2008 7:50 pm

Questo è un breve estratto del discorso che fece Bob Kennedy poco dopo la tragica fine di Martin Luther King:



"Adesso tolleriamo apparentemente un crescente livello di violenza che ignora il nostro comune senso di umanita' e le nostre richieste di un qualcosa simile alla civilta'. Accettiamo senza problemi che i giornali riportino un suicidio se lontano dal nostro posto. Esaltiamo film pieni di assassini sugli schermi televisivi e lo chiamiamo intrattenimento. Rendiamo semplice l'acquisto di armi e munizioni a tutte le persone di qualunque livello di sanita' (mentale).
Troppo spesso onoriamo spacconate e millanteria e il violento esercizio della forza; troppo spesso scusiamo chi vuole costruire le proprie vite attraverso la distruzione dei sogni degli altri. Alcuni statunitensi, che predicano la non violenza in terra straniera non la praticano invece qui a casa loro. Alcuni che accusano gli altri di incitare a rivolte, hanno loro stessi invitato a rivoltarsi.

Alcuni cercano solo un capro espiatorio, altri cercano solo cospirazioni, ma questo e' fin troppo chiaro; la violenza genera altra violenza, la repressione porta alla ritorsione, e solo un cambiamento vero della nostra societa' puo' portare a rimuovere (per sempre) questa malattia dalla nostra anima."





Bob Kennedy morì neanche un mese dopo questo discorso, assassinato durante le primarie per le presidenziali. La storia ci insegna, ma noi non vogliamo imparare...
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