Elezioni presidenziali americane

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Messaggio Da Covy il Sab Set 13, 2008 7:05 pm

Ma come? Abbiamo un partito democratico che sta lottando per arrivare al potere nel più grande paese del mondo e non ne parliamo?
Ormai mancano meno di 2 mesi alle elezioni presidenziali e il clima del dibattito si fa infuocato. Obama sinceramente non mi piaceva moltissimo prima, mi dava troppo l'impressione di essere "molto fumo e poco arrosto", ma nel suo discorso di accettazione della candidatura ha dato un'impronta concreta al suo futuro operato da presidente. Non ci resta che aspettare a bocca aperta e sperare che gli americani si ricordino di essere la più grande DEMOCRAZIA al mondo. In questo momento storico ne abbiamo bisogno.
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Messaggio Da Covy il Mar Ott 07, 2008 1:52 am

da corriere.it

WASHINGTON – Calunnie e insulti, in maggioranza da parte del "pitbull" Sarah Palin, la candidata repubblicana alla vice presidenza, stravolgono la campagna elettorale americana alla vigilia del secondo dibattito tra Barack Obama e John McCain, in programma martedì sera. Obama ha risposto alla governatrice dell’Alaska, che lo ha accusato di «essere amico del terroristi», accusando a sua volta McCain di essersi lasciato coinvolgere in uno dei più gravi scandali finanziari degli Anni Ottanta, quello dei "Keating five", i cinque di Charles Keating, un finanziere che finì in carcere per truffa. Riferendosi all'attuale crisi di Wall street, e rievocando quella di un ventennio fa, Obama ha rinfacciato al candidato repubblicano di essere cinico e inaffidabile. McCain andò in aiuto di Keating, un suo intimo amico e finanziatore elettorale, e ammise più tardi di avere fatto «l’errore più grande» della sua vita.
PEGGIO DEL 2004 - In prevalenza a causa della Palin, che ha detto di «essersi tolta i guanti» – cosa che non avrebbe potuto fare senza l’autorizzazione di McCain – la campagna elettorale si sta infangando ancora di più che nel 2004, quando per sconfiggere il candidato democratico John Kerry i repubblicani lo accusarono falsamente di avere abbellito le sue imprese nella guerra del Vietnam. Obama aveva già risposto alla governatrice rimproverandole di ricorrere «a calunnie vergognose» per sopperire alla mancanza di un progetto economico soddisfacente per gli elettori: «La realtà - aveva asserito è che siete disperati». Ma il suo entourage si accinge ad andare oltre, denunciando gli scandali della sua amministrazione in Alaska e scavando nel passato a volte controverso di McCain.
DIBATTITO INCANDESCENTE? - Il dibattito di martedì sera minaccia di diventare incandescente. Indietro nei sondaggi, McCain e la Palin hanno adottato la strategia di Karl Rove, l’ex guru elettorale del presidente Bush: puntare non sui propri programmi, ma sulla distruzione della personalità e del carattere dell’avversario. È il motivo per cui la Palin ha tirato in ballo William Ayers, il fondatore dei Weathermen negli Anni Settanta, un gruppo terroristico americano. Ayers, che si è riscattato con il suo lavoro nei ghetti, e Obama si conobbero a Chicago e a cavallo del ’95 e parteciparono insieme a delle conferenze. Quanto è bastato al “pitt bull” di McCain per proclamare che Obama “è amico di terroristi che bombarderebbero bersagli in America”. La Palin ha aggiunto che secondo Obama le truppe Usa in Afganistan uccidono civili innocenti: “E’ un uomo pericoloso e senza onore”. In questo clima, cresce la posta in palio al dibattito di domani sera. E’ possibile però che i ringhi della governatrice risultino controproducenti. A un popolare show della tv ha un enorme successo una attrice, Tina Fey, che fa la sua parodia, sottolineando le sue lacune in politica estera ed economica.
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Messaggio Da bonna21 il Mer Ott 08, 2008 1:56 pm

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Messaggio Da Covy il Mer Ott 08, 2008 7:41 pm

ieri c'è stato il secondo confronti diretto tra Obama e il repubblicano McCain. Questo che riporto è il report dell'inviato del Corriere della Sera.

NEW YORK – Non c’è stato. Il miracolo di cui McCain aveva tanto bisogno per risollevare le proprie sorti elettorali a picco nei sondaggi non si è mai materializzato. Il secondo e penultimo dibattito presidenziale che si è svolto ieri sera alle 21 a Nashville, nel Tennessee, si è concluso con un’altra vittoria per il rivale democratico Barack Obama Questo, almeno, è il verdetto espresso a caldo in ben due sondaggi realizzati subito dopo il faccia a faccia di 90 minuti.
Per un campione di americani interpellati dalla Cnn, il candidato democratico alla Casa Bianca ha fatto meglio con una percentuale del 54-32%. Nel rilevamento CBS il 40% ha premiato Obama, il 26% McCain. Eppure il formato dell’incontro - il cosiddetto town hall meeting, o assemblea pubblica, avrebbe dovuto, almeno in teoria, favorire il 72enne senatore dell’Arizona, più sciolto in questo tipo di contesto informale. “Non è successo”, spiega dai microfoni della CNN il guru repubblicano Alex Castellanos, “McCain è parso vecchio e affaticato”. “La sua battuta sulla necessità di un trapianto di capelli non l’ha certo aiutato”, gli fa eco l’analista democratico John Carville. Circa 80 persone sedute sul palco con i candidati, - e selezionate dalla Gallup tra un campione di elettori ancora indecisi - hanno posto circa una dozzina di domande su temi quali la crisi economica, la riforma sanitaria e quella fiscale, la guerra in Afganistan-Iraq e la corsa al nucleare dell’Iran.
Tra le novità: la promessa sui mutui immobiliari fatta da McCain agli americani (“se sarò eletto presidente, il governo federale li rinegozierà, per alleviare il peso sulle spalle dei proprietari di case”). Più risoluto anche il tono di Obama sull’Iran: “non si può permettere a Teheran di ottenere un'arma nucleare. È inaccettabile. Farò tutto il possibile da presidente per evitare una cosa del genere. Senza rinunciare alla opzione militare”. Più tardi – altra novità – McCain ha accusato Obama di essere “eccessivamente aggressivo per la sua idea di attaccare il Pakistan”. “Questo è lo stesso tipo che cantava bombardiamo, bombardiamo l’Iran e auspicava l’annientamento della Corea del Nord”, ha ribattuto Obama. “Il che non mi pare un esempio di moderazione”.
Alla richiesta di indicare un buon ministro del Tesoro nel loro governo entrambi hanno menzionato il miliardario pro-Obama Warren Buffett: una delle poche cose su cui i due si sono trovati d'accordo. Le priorità di Obama: indipendenza dal petrolio del Medio Oriente entro dieci anni, uccidere Osama bin Laden e la riforma sanitaria. Per McCain: la guerra in Iraq, le riforme di energia e sicurezza sociale. Ma secondo gli addetti ai lavori il dibattito passerà alla storia soprattutto per il tono di condiscendenza e superiorità usato dal veterano del Vietnam nei confronti del ben più giovane Obama. Quest’ultimo si è mostrato a sua volta molto più aggressivo dell’ultima volta nel rintuzzare i colpi, forse per accontentare i fan che al primo dibattito l’avevano accusato di essere stato “passivo” e di aver “porto l’altra guancia”.
Ad un certo punto McCain ha chiamato Obama “quello lì”, con un malcelato senso di disprezzo immediatamente denunciato dalla blogosfera. E quando ha capito di aver perso il dibattito, McCain è uscito dalla sala per primo, senza stringere la mano ad Obama, che invece è rimasto ad intrattenere gli spettatori insieme alla moglie Michelle, firmando autografi e concedendosi in foto ricordo. “E’ proprio come Bill Clinton”, ha commentato John Podestà, ex braccio destro di Clinton, “Sa come conquistare una platea“.
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Messaggio Da Dani il Lun Ott 13, 2008 10:31 pm

Beh, il secondo dibattito doveva prevedibilmente favorire Obama, dato che il tema princiaple era l'economia, cavallo di battaglia del senatore dell'Illinois. Speraco che sfondasse maggiormente pero.. i dati di covi sono giustissimi, pero ne manca uno, cioe la percentuale di persone che dopo il dibattito ha cambiato candidato/ scelto se era indeciso. Infatti il 6% ha scelto obama e altrettanti mcCain. Non capiro mai gli americani...
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Messaggio Da Covy il Lun Ott 13, 2008 10:50 pm

io comunque non vorrei ancora cantare vittoria, come ho visto fare a troppi commentatori delle elezione presidenziali in questo periodo. Vorrei ricordare come fino ad un mese fa i sondaggi erano sostanzialmente alla pari, mentre ora il vantaggio sembra assestarsi a livello nazionale sui 6/8 punti percentuali. Si sa gli americani sono un popolo volubile, ma in cui ripongo una grande speranza. Sono stati i salvatori dell'Europa, nonostante nel loro DNA ci sia una forte spinta all'isolazionismo. Sono diventati una nazione matura, hanno avuto le loro crisi, di cui spesso gli effetti (vedi ques'ultima) ha sofferto tutto il mondo, ma nonostante ciò continuano ad avere una forza ed una vitalità disarmanti.
Tornando alle elezioni, sinceramente non so quanto il prossimo dibattito possa influire, ormai gli indecisi sono sempre meno e si deve puntare sui cosiddetti "new-voters", cioè coloro che pur avendone il diritto non hanno mai votato. Obama ha adesso la possibilità di gestire la scena poltica, speriamo che non si giochi troppo sporco dalla parte repubblicana (l'unica cosa di cui ho veramente paura...)
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Messaggio Da Covy il Ven Ott 31, 2008 4:33 pm

come dice Severgnini: "finchè non lo vedo non ci credo..."
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Messaggio Da Covy il Gio Nov 06, 2008 5:09 pm

YES WE DID!
Quella di ieri è stata una giornata storica, non ci sono altri termini per descriverla. Appena ho un po' più di tempo spero di fare un'analisi della situazione attuale (sempre se interessa a qualcuno eheh); nell'attesa GO OBAMA, you're the change we need!
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normal a grande richiesta...credo solo mia eheh

Messaggio Da Covy il Gio Nov 06, 2008 11:03 pm

https://i.servimg.com/u/f79/12/39/77/45/bho10.jpg

copio e incollo quello che ho già scritto sullo mio space.


Mi riservo questo momento per parlare un po' delle giornate storiche che stiamo vivendo.
Forse è vero che non ti accorgi della Storia, quella con la S maiuscola, fin quando non l'hai alle spalle ma l'importanza dei giorni che stiamo vivendo avranno eco e risonanza per gli anni futuri; il 2008 sarà ricordato come l'anno delle grandi e incresciose domande e dalle risposte sempre meno attuabili, sempre meno credibili e credute. Un mondo che si basava sulla fiducia sta crollando; non soltanto nel rumore dei vetri infranti delle borse di tutto il mondo, ma nella contemporanea rovinosa caduta di uno stile di vita, di un concetto di mondo che non riesce più a interpretarlo.
In mezzo a questo nulla e a questo tutto, in mezzo alle più grandi disperazioni e alle più grandi speculazioni, il mondo, tutto il mondo, torna a guardare al suo faro, alla sua guida per un intero secolo: gli Stati Uniti d'America.
Prima di questa tornata elettorale il Partito Democratico, il partito dei grandi presidenti del XX secolo come Wilson, Roosevelt e Kennedy (messi in rigoroso ordine cronologico, non di merito), sembrava destinato a rinchiudersi su se stesso, a diventare un partito dedicato alle minoranze ai giovani, ai neri, agli ispanici, ma non in grado di incidere nella vita politica internazionale.
Quando ecco spuntare questo "Principe Nero".
Quando Obama nasceva, nel 1961, era messo alla prova un altro giovane presidente, il cattolico John Fitzgerald Kennedy, che in un paese fiero delle sue origini protestanti, veniva guardato con sospetto ma anche con grandissima fiducia. Gli stessi sentimenti che questo "parvenu" della politica internazionale ispira.
Obama non ha un nome come gli altri. Come dice lui stesso: "Chi ha voluto darmi questo nome (ndr. "Barack Hussein Obama Jr."), non voleva sicuramente agevolare la mia corsa a presidente!".
Eh già, caro Barack, non soltanto dovrai lottare contro tutti i pregiudizi che circolano e, sicuramente, circoleranno su di te. Che sei troppo giovane, troppo poco esperto, troppo nero o troppo poco nero (ho sentito anche questo...). Dovrai anche guidare un paese che è disperato e solo. Chi non si preoccupa della crisi finanziaria, considerandola come una parte di quella "economia virtuale" -come se si potesse dividere l'economia a seconda del fatto che ci piaccia o no-, non conosce quanto profondamente sia intrecciata la società americana con Wall Street (dai fondi pensioni, a quelli sanitari, per non parlare dei mutui...).
Perchè ha vinto Obama nonostante tutto sembrasse contro di lui? Beh in primo luogo venire dopo 8 anni di Bush, che sarà ricordato come uno dei peggiori presidenti della storia aiuta. Ma preferisco guardare oltre il teatrino della politica. Obama ha vinto non perchè "politicamente corretto". Obama ha vinto per due ragioni principali: è il primo a presentarsi come figlio di una generazione post-razziale, dove la razza non è visto come diversità ma come arricchimento; in secondo luogo Obama è il primo dopo anni che parla a tutti, parlandogli al cuore.
Lo so molta sarà retorica. Probabilmente molte promesse saranno infrante (cosa che non credo sinceramente). Ma già soltanto il fatto che lui, così diverso, così poco ortodosso, così poco "presidenziale", abbia realizzato l'American Dream è la prova che i sogni, le speranze, le lunghe scie di morti per un'idea di uguaglianza hanno trovato compimento e giustizia.

Non è fantastica l'America? Prima una delle nazioni più odiate del mondo, criticata per il suo potere, per le sue decisioni. Stordita. Smarrita.
Ora invece centro di una festa globale. Con il primo presidente globale (suo padre era Keniota).

Tutto questo lo dobbiamo a te Barack. La strada è ancora lunga per un mondo migliore, ma come ci hai insegnato te: Yes, We Can!
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