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Messaggio Da bonna21 il Lun Gen 19, 2009 6:08 pm



La fiducia nei partiti.

Il calo unisce il Pdl e il Pd. Entrambi, seppur con intensità diversa,
alle prese con la creazione di una propria identità. Alle polemiche
interne del partito di Veltroni fanno da contraltare le tensioni
interne al Pdl, impegnato nella fusione tra An e Forza Italia. Un
processo non da poco, testimoniato dall'entrata in campo in prima
persona di Gianfranco Fini e dall'irritazione di Berlusconi sui
sondaggi in calo. Il Pdl, rispetto al mese scorso, scende dal 50% al
48%. Stesso calo percentuale registrato dal Pd (dal 29% al 27%). Ma il
partito di Veltroni ha di che preoccuparsi. Se si guarda il sondaggio
dello scorso maggio, si vede che la flessione è di ben 11 punti
percentuali. Mentre i dati di oggi gli assegnano, in termini di
credibilità, l'ultimo posto (con l'Udc che ha, però, un consenso
elettorale minore). Cifre che, con la prospettiva delle europee a
giugno, lasciano poco spazio all'ottimismo di Veltroni e soci.







Giù anche l'Italia dei valori.
Cala anche l'Idv di Antonio Di Pietro (dal 44% al 42%) che potrebbe
aver pagato le recenti vicende giudiziarie che hanno visto coinvolto il
figlio dell'ex pm. Stazionarie, invece, la Lega (31%) e l'Udc (27%).
"Sono dati che sembrano rappresentare un elettorato perplesso
sull'effettiva praticabilità di una riorganizzazione del sistema
politico in chiave bipartitica" è il commento del direttore di Ipr
Marketing, Antonio Noto.


preso da http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/sondaggi-2008/sondaggio-gennaio-fiducia/sondaggio-gennaio-fiducia.html
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Messaggio Da Vezz il Sab Gen 24, 2009 12:46 pm

eh beh..
Da quello che hanno fatto recentemente, c'è un segno di delusione da parte del cittadino.
In primis nel centrodestra, loro sono quello che sono, sono inadatti a governare l'abbiamo visto tutti e ce lo stanno dimostrando. La crisi ha dato una mano a questo segno di sfiducia collettiva. Infatti il nostro premier la sta combattendo con tutte le sue forze e a suon di social card non funzionanti (ma poi vabbè 40 euro al mese non fanno poi tanto in un periodo come questo).

Dall'altra parte anche il partito democratico ha avuto i suoi problemi con la questione morale, qua la gente è attaccata alla sua poltrona e dare una ventata di cambiamento non ne ha la benchè minima intenzione.

Di Pietro ha anche lui le sue grane, ma essendo, diciamo, l'antiberlusconista per eccellenza in questo momento, i fatti che riguardano suo figlio hanno ricevuto una mazzata mediatica alquanto impressionante (ma del resto chi controlla la maggior parte dell'informazione?)

La lega rimane costante perchè la sua politica è costituita da slogan irrealizzabili ma comunicativamente molto efficaci. Neanche Tremonti sa a quanto potrebbe costare il loro federalismo...
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