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Messaggio Da Vezz il Sab Giu 28, 2008 7:45 pm

23 giugno 2008

In questi giorni il Partito democratico sta discutendo, finalmente verrebbe da dire, della sua collocazione internazionale. Rose rosse dal momento della sua fondazione ha teorizzato l’ingresso a pieno titolo del Pd nel PSE. E oggi, con la questione al centro del dibattito, la nostra associazione torna a portare le sue ragioni in primo piano. Rose rosse ha sempre visto nel Pd il proprio riferimento per la sua volontà di superare i confini asfittici ed angusti dell’attuale politica e di rivitalizzare una democrazia in declino in Italia e non solo. Il Pd si presenta come un motore di innovazione e discontinuità, ma assolutamente ancorato alla tradizione del riformismo radicale italiano ed europeo. Per queste ragioni il Pd non può non aderire al PSE con il quale condivide valori e ideali, ma anche progetti e programmi politici. Senza contare che la rinuncia all’adesione nel PSE condannerebbe il Pd all’isolamento europeo e, di fatto, alla sua assoluta inefficacia perché lo relegherebbe in un angolo, schiacciato dal confronto PSE - PPE. In pratica sarebbe una condanna al silenzio nelle massime istituzioni comunitarie. Quelle istituzioni, sia ben inteso, che sono le uniche che possono concretamente garantire la costruzione di un’Europa forte e capace di incidere concretamente sui bisogni dei cittadini.

Il PSE, in sostanza, è la casa dei democratici e dei riformisti e non solo dei socialdemocratici e dei socialisti. Dire il contrario è strumentale, pericoloso, sa di vecchia politica e, soprattutto, è distruttivamente legato a una discussione sui nomi e non sulla politica. L’accordo che sembra i vertici del Pd abbiano trovato proprio in queste ore, patto federativo con il PSE, può essere un buon inizio, che, secondo noi, non potrà che essere transitorio e portare alla piena adesione ai socialisti europei. Il Pd nel PSE sarebbe la locomotiva del cambiamento anche in Europa del fronte dei progressisti e, solo stando al suo interno, il Pd potrà veicolare il cambiamento e l’allargamento del PSE. Al momento, però, manca la chiarezza. Rose Rosse ha scritto il Manifesto per un partito socialista europeo democratico e progressista, rispetto al quale abbiamo trovato l’accordo e il sostegno dei compagni della Gioventù socialista spagnola e rispetto al quale, siamo certi, troveremo il sostegno di tanti democratici italiani. Contiamo che il nostro contributo possa diventare un riferimento importante per Pd, che, a nostro avviso, dovrà avviare un confronto largo e serrato sull’argomento, volto ad assumere una decisione chiara e inattaccabile. Se lo stallo e l’attendismo si protraesse ancora, per un partito democratico di nome e di fatto l’unica sana ed inappellabile via d’uscita sarebbe il voto.

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